Se parliamo di illuminazione per coltivazione indoor, non è possibile fare a meno di considerare le lampade a led indoor, particolarmente efficienti ed efficaci anche nella coltivazione in casa o serra. |
Nel momento in cui vogliate adottare un sistema di illuminazione a led per il GrowBox, dovete sapere che la differenza di qualità varia secondo 3 fattori:
1. la qualità stessa delle lenti;
2. la qualità dei riflettori;
3. l’angolo di illuminazione del raggio luminoso.
Proprio quest’ultimo fattore rappresenta una scelta decisiva per il successo del vostro progetto di coltivazione indoor. Nelle lampade da coltivazione classiche, i raggi luminosi vanno in tutte le direzioni; nelle lampade a led, invece, l’ampiezza del fascio luminoso (ha diversi nomi: angolo di apertura o angolo di illuminazione o beam angle) è variabile, grazie all’uso delle lenti secondarie. Tale "beam angle" si misura in gradi e, nel mondo della coltivazione indoor solitamente vengono scelti angoli di 90 o 120 gradi (riferiti nell’orticoltura a singolo led, non all’intero gruppo di led).
Ampiezza dell’angolo e intensità della luce sono inversamente proporzionali: maggiore è l’ampiezza dell’angolo, minore è l’intensità del fascio di luce che colpisce le piante.
Per questo motivo, è consigliabile usare led con un angolo stretto in presenza di un ambiente di coltivazione grande rispetto al volume occupato dalle piante: la luce proiettata su un angolo di grande ampiezza non verrebbe riflessa con efficacia dalle pareti del Growbox o della GrowRoom, a causa della distanza delle pareti stesse rispetto alla fonte luminosa.
Lenti strette (90° o addirittura 60°) hanno il vantaggio di produrre molta luce su zone particolarmente importanti come i frutti, pur rischiando di apportare perdite di colore (sbiancamenti) e bruciature.
Considerazione opposta, quindi, per uno spazio di coltivazione di dimensioni ridotte: le superfici riflettono meglio i fasci luminosi con angoli ampi (ex: 120°), riuscendo ad illuminare bene anche le parti più ostiche della pianta (zone interne, zone vicino al terreno). Tale ampiezza d’angolo serve anche per coltivazioni “larghe” (che si estendono maggiormente in orizzontale piuttosto che verticalmente). Ecco, dunque, che tali lenti sono ideali nella fase vegetativa e per coltivazioni SCROG. Volendo fare un paragone, i raggi luminosi che si ottengono con tale opzione sono analoghi a quelli delle lampade HID dotate di riflettore (che però difettano nell’illuminazione sui lati).
Di base, per via delle specifiche richieste dagli angoli stretti e dalle controindicazioni che recano, la maggior parte dei coltivatori preferisce utilizzare ottiche con angoli larghi o combinazioni di 60 – 90 – 120 gradi.
Come sempre, in questi casi, l’esperienza, le caratteristiche del vostro ambiente di coltivazione e le vostre preferenze vi porteranno a fare delle scelte soggettive adeguate alla situazione.
Con i led di ultima generazione, in ogni caso, ci si sposta verso una migliore gestione dell’irraggiamento, dando la possibilità ai più esperti di mescolare in maniera eccellente e redditizia diverse angolazioni e molteplici intensità di luce.
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